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giovedì 31 marzo 2016

VENERE



Venere è il secondo pianeta del Sistema solare in ordine di distanza dal Sole con un'orbita quasi circolare che lo porta a compiere una rivoluzione in 224,7 giorni terrestri. Prende il nome dalla dea romana dell'amore e della bellezza e il suo simbolo astronomico è la rappresentazione stilizzata della mano di Venere che sorregge uno specchio.


È l'oggetto naturale più luminoso nel cielo notturno, dopo la Luna, con una magnitudine apparente di -4,6, e per questo motivo è conosciuto fin dall'antichità. Venere raggiunge la sua massima brillantezza poco prima dell'alba o poco dopo il tramonto e per questa ragione è spesso stato chiamato da popoli antichi la "Stella del Mattino" o la "Stella della Sera", fino a quando Pitagora identificò in Venere il responsabile di entrambe le apparizioni.[2]


Classificato come un pianeta terrestre, a volte è definito il "pianeta gemello" della Terra, cui è molto simile per dimensioni e massa. Per altri aspetti, tuttavia, è piuttosto differente dal nostro pianeta. Venere infatti possiede un'atmosfera costituita principalmente da anidride carbonica, molto più densa di quella terrestre, con una pressione al livello del suolo pari a 92 atmosfere. La densità e la composizione dell'atmosfera creano un imponente effetto serra, che rende Venere il pianeta più caldo del sistema solare.


Venere è avvolto da uno spesso strato di nubi altamente riflettenti, composte principalmente da acido solforico, che impediscono la visione in luce visibile della superficie dallo spazio. Il pianeta non è dotato di satelliti o anelli e ha un campo magnetico debole, rispetto a quello terrestre.

giovedì 17 marzo 2016

Venere: storia delle osservazioni

Conosciuto probabilmente già nella preistoria, Venere fu osservato poi da tutte le culture antiche, come i babilonesi che lo chiamarono Istar, in onore della dea dell' amore e della guerra nella mitologia babilonese. Egizi, Greci e Romani distinguevano invece le apparizioni mattutine e serali in due corpi distinti, chiamandolo Lucifero quando appariva prima dell' alba e Vespero al calare del Sole.
In molte culture, tra cui quella dei Maya, Venere rappresentava una divinità per questo era l'astro più studiato nei suoi spostamenti nel cielo.
Gallileo Gallilei fu il primo che studiò Venere, osservandolo riuscì a scoprire le vari fasi scoprendo che erano simili a quelle lunari, dimostrando la teoria eliocentrica predetta dall'astronomo polacco Niccolò Copernico, sostenendo che Venere era posto tra la Terra e il Sole e ruotava attorno a quest'ultimo.
In passato lo spesso strato di nubi e l'alta luminosità furono un serio problema per individuare il suo periodo di rotazione. Cassini e Francesco Bianchini osservarono Venere, e mentre il primo ipotizzò un periodo do 24 ore Bianchini teorizzò un periodo di 24 giorni. Dopo anni di studi si scoprì che il suo periodo di rotazione è di 243 giorni invece l'orbita è percorsa in 255 giorni.

Missioni spaziali su Venere

Venere è il secondo pianeta del sistema solare e può essere visto ogni giorno al tramonto o all'alba visto che è la "stella" più splendente.
La densità e la composizione dell'atmosfera provocano un imponente effetto serra che rende questo pianeta il più caldo di tutti.
Nella storia delle esplorazioni extraterrestri, ci sono stati parecchi tentativi dell'uomo di toccare la superficie di Venere,ma molto spesso non sono andati a buon fine.
Le prime immagini in bianco e nero di questo pianeta ci arrivarono dalla sonda sovietica Venera 9 nel 1975 ; mentre quelle a colori ci arrivarono per la prima volta dalle sonde Venera 13 e Venera 14.
Nel 2005 è stata lanciata la missione Venus Express che in 500 giorni ha potuto studiare l'atmosfera e le nuvole che circondano Venere.
Nel 2010 fu lanciata una sonda che però non toccò mai il suolo di Venere a causa di alcuni problemi del computer di bordo.
Nel 2026 partirà una missione con lo scopo di portare un lander sulla superficie.